I tour guidati, per musei e città d’arte come per i piccoli borghi italiani, stanno cambiando. Sempre più visitatori si aspettano esperienze interattive, personalizzate e coinvolgenti.
La buona notizia è che non servono grandi investimenti in tecnologia: bastano gli strumenti gratuiti messi a disposizione da Google per rivoluzionare il modo in cui raccontiamo il patrimonio culturale.
In questo articolo vediamo come usarli in modo pratico, passo dopo passo.
Non solo indicazioni stradali. Google Maps permette di:
Creare percorsi personalizzati con tappe interattive (musei, monumenti, botteghe, chiese, piazze storiche).
Integrare foto e descrizioni per ogni punto di interesse, offrendo al visitatore un’anteprima digitale del tour.
Usare le recensioni come strumento di storytelling: ogni commento diventa un tassello di esperienza reale.
👉 Immagina un tour in un borgo medievale: ogni tappa su Google Maps diventa un invito a scoprire una storia nascosta o a interagire con una bottega artigiana.
Questa piattaforma è un tesoro per chi lavora nella cultura:
Ospita milioni di opere digitalizzate da musei di tutto il mondo.
Consente di integrare approfondimenti multimediali nei tour guidati, anche tramite smartphone.
Permette di raccontare il legame tra un piccolo museo locale e le grandi collezioni internazionali.
👉 Un direttore di museo può arricchire la visita mostrando sul tablet confronti tra l’opera in sala e quelle custodite nei grandi musei del mondo.
Con Google Earth e Street View si possono:
Creare introduzioni virtuali per preparare i visitatori al tour prima dell’arrivo.
Proiettare immagini a 360° per dare un contesto più ampio alla visita.
Offrire esperienze ibride, dove la visita reale si intreccia con contenuti digitali interattivi.
👉 Nei borghi meno conosciuti, si può guidare il visitatore in un “prima e dopo” mostrando dall’alto le trasformazioni urbanistiche o paesaggistiche.
Molti visitatori già usano Google Lens per riconoscere opere, oggetti o architetture. Perché non sfruttarlo?
Durante un tour guidato, si può invitare a scannerizzare un dettaglio per scoprire storie aggiuntive.
Diventa uno strumento per far vivere al pubblico un’esperienza “da protagonista”, non solo da spettatore.
Oltre alla visita in sé, l’esperienza può continuare con strumenti semplici:
Quiz e sondaggi creati con Google Forms per testare cosa hanno appreso o raccogliere feedback.
Mini-siti dedicati al tour tramite Google Sites, con materiali extra da consultare a casa o a scuola.
👉 Per una pro-loco, diventa un modo per far restare i visitatori connessi anche dopo il tour, mantenendo vivo il rapporto col territorio.
Gli strumenti di Google, se usati con creatività, non sostituiscono la guida ma la potenziano:
Rendono i tour più coinvolgenti e memorabili.
Aiutano a raggiungere nuovi pubblici, soprattutto giovani e famiglie.
Offrono contenuti extra a costo zero, senza bisogno di grandi investimenti tecnologici.
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